Comune di Robecco Pavese
Dall'incerta etimologia, il nome Robecco, o la versione Rebecco anch’essa adottata dagli storici, alluderebbe secondo alcune fonti alla forma del confine del territorio, con le sue sporgenze e la vaga sagoma di un piffero, secondo altre alle sue caratteristiche di ponte sul rile e naturale ristoro per i cavalli, secondo altre ancora alla funzione che il territorio stesso ebbe, in più occasioni, di luogo di raduno per i  soldati in tempi d’assedio. Comunque sia, origini celtiche, francone, provenzali, germaniche o latine, certo è che il nome rivela una storia molto antica. Le prime citazioni di Robecco risalgono al XIII e XIV secolo, ancora prima che sul territorio si stabilisca la signoria dei Beccaria che, a far data dal 1400, attraverso alterne vicende e mutevoli relazioni con i Visconti, feudatari e Signori di Milano e Pavia, durerà fino al XVIII secolo. Voluta dai Beccaria, la chiesa del paese può essere ammirata ancora oggi. La prima costruzione risale a fine ’500 ed è dedicata ai SS. Nazario e Celso. Più tardi si ha la nuova costruzione, dedicata alla Madonna del Carmine, adornata da un importante altare marmoreo del ’700 e dall’apprezzato dipinto di una “Decollazione di S. Giovanni Battista” di Andrea Lanzani e Filippo Abbiati, esposto a Milano alla mostra “Settecento Lombardo” nel 1991. Sempre sotto la signoria dei Beccaria è probabilmente completato, se non costruito, il fortilizio in località Gamboa, datato tra il ‘400 e il ’500 come testimonia la torre colombaria che esiste tutt’oggi. L’ultimo nobile Beccaria, Prospero III, muore nel 1792 e, dopo di lui, Robecco passa ai Belcredi. A cavallo fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo il palazzo Beccaria è acquistato dalla famiglia genovese dei Garavani e finisce un’epoca storica ormai lontana.
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